La parabola del "Padre misericordioso" e l’abbraccio di Dio padre e madre

image .
Riflessioni di Anita tratte da NoemiForum del 20 gennaio 2010
.
«Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.
Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla.
Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.
Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa» ( Lc 15, 12-25)

 

Ho sempre preferito chiamare questa parabola del "Padre misericordioso".
La mia attenzione si è sempre posta soprattutto sul padre, che lascia andare e non trattiene e che pure aspetta e aspetta e aspetta… il ritorno del figlio amato. E quando finalmente ritorna… che festa!

C’è un quadro di Rembrandt che raffigura la scena del ritorno con un dettaglio che adoro
Osserva bene le mani del padre: sono una mano d’uomo e una mano di donna. Sono il padre e la madre. E’ tutto l’amore possibile!

Certo il padre che accoglie e perdona mi tocca perché mi sono sentita più spesso colui che è accolto e perdonato, perciò il figlio minore.

Ma ho imparato una cosa nel frequentare la Parola: ci racconta Dio, ci parla di Lui, quello che Lui è e che Lui fa per noi… molte problematiche "religiose" nascono spesso dal leggere e interpretare la Scrittura volendoci cogliere cosa IO devo o non devo fare. Questo non lo escludo, ma preferisco la prima via.

Se vuoi approfondire, ti consiglio un libro: "L’abbraccio benedicente" di E. Nouwen, edizioni Queriniana. E’ una riflessione molto bella su questa parabola, attraverso la mediazione proprio del quadro di Rembrandt.

Advertisements

2 Comments Add yours

  1. Lavinia ha detto:

    Ciao Anita,bella la tua riflessione.La meravigliosa parabola di cui scrivi è la parabola del pentimento e del perdono,dell’amore infinito di Dio,del ritorno dopo tanti sbagli.Tutta l’umanità è il figliolo prodigo e per ogni creatura c’è il cambiamento,l’abbandono del male che è mancanza di amore,la dolce,entusiasta,gioiosa accoglienza del padre(o padre e madre)che ci ama e che amiamo.Questa parabola parla anche di speranza e di come a nessuna creatura sia precluso ritrovare l’amore per se stessa e per gli altri.

  2. Lavinia ha detto:

    Scusate se inserisco qui la bella notizia che in Argentina c’è stato il primo matrimonio tra due donne di una sessantina d’anni.In Europa occidentale solo in Italia non c’è una legge per le unioni civili per lesbiche,gay e per gli etero che non desiderano un matrimonio in chiesa o nei comuni.Un abbraccio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...