Questa Italia trash che i diritti non li condivide ma li può solo comprare

riflessioniRiflessioni di Rosa Salamone, Vicepresidente della Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO)

In un illuminante articolo di qualche anno fa, dal titolo “I luoghi comuni su Berlusconi” il giornalista Evangelisti sosteneva la tesi secondo la quale Berlusconi incarna l’Italia dei manager, dei quadri, degli agenti commerciali e finanziari, dei dirigenti il cui valore non è lo stato ma l’economia.
Lo stato, inteso come sistema di servizi, di ammortizzatori sociali, di diritti viene considerato un ostacolo dai nuovi ricchi, un inciampo  al pieno dispiego del liberalismo e allo sviluppo del mercato. 

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Lavinia ha detto:

    Cara Rosa,bella e esaustiva questa tua analisi sulla cinica Italia berlusconiana.Un abbraccio.

  2. Fabio ha detto:

    carissima Rosa, ho letto con interesse il tuo articolo. Da liberale,laico,cattolico,radicale ho sempre trovato difficile una collocazione politica e la trovo difficile ancora oggi. Nel PD apprezzo le posizioni di Ignazio Marino, Emma Bonino, Enrico Morando. Nel PDL credo ormai soltanto in Benedetto della Vedova. E’ destino della diaspora liberale quello di essere ovunque una minoranza guardata con sospetto, soprattutto in epoca di clericalismo trionfante.

    Trovo molto interessante la tua lettura del conflitto di interessi tra interessi personali e lotta per i diritti civili, che e’ emerso dal dialogo con la tua conoscente del PDL. Ma non credo sia un caso generalizzato. Conosco personalmente persone vicine al PDL favorevoli al matrimonio gay.

    Ma il tuo intervento mi e’ di spunto per aggiungere una lettura che mi e’ piu’ chiara qui a Londra. Non so perche’ (forse Marx saprebbe dirci perche’). E cioe’ credo che essere gay e lesbiche oggi sia un lusso che non tutti vogliono o possono permettersi. Confrontandomi con qualche radical leftist mi accorgo che per qualcuno la lotta per il matrimonio gay e’ una lotta ‘borghese’, per un diritto ‘borghese’. In effetti credo che l’emancipazione e il coming out, quindi il cammino di preparazione al matrimonio gay, siano piu’ facili se c’e’ ad esempio una buona indipendenza economica o una situazione lavorativa piu’ stabile.

    Ma ancora una volta, non vedo grosse differenze tra gay e etero.

    Che ne pensi?

  3. Rosa ha detto:

    Caro Fabio,

    ho conosciuto delle lesbiche separatiste che rifiutano la lotta per il matrimonio omosessuale, in quanto una volta acquisito ci renderebbe simili alla buona famiglia etero borghese e la minoranza lesbo gay perderebbe così la sua capacità d’avanguardia critica e artistica. Ci normalizzerebbe, insomma. Dal mio punto di vista questo costituisce un errore perché non tutti nascono con la vocazione degli alternativi e la voglia di stare perennemente sulle barricate, in secondo luogo un diritto lo puoi rifiutare quando te lo garantiscono, non prima quando ancora non ce l’hai, il che sarebbe come dire infatti che muoio di fame per libera scelta perché tanto non mi danno da mangiare. Ma forse, certa sinistra omosessuale che guarda con sdegno al matrimonio e lo considera un’imitazione pagliaccesca dei costumi etero, è la stessa che lo ritiene intimamente trash, cioè una categoria estetica a basso costo come la triste lesbica credente, il prete dissidente, lo studente bananaro, l’intellettuale alla Galimberti. Ma se è vero come dice Tommaso Labranca in uno splendido saggio dal titolo “ Andy Warhol era un coatto”, che il trash, quando è genuino, non sa mai di essere trash altrimenti se ha coscienza di sé diventa kitsch, bene allora, che dire? Mi accontento di lottare per il matrimonio degli omosessuali e di risultare cristianamente kitsch.
    Un caro saluto a te e un bacio verso Londra
    Rosa

  4. Lavinia ha detto:

    Forse bisognerebbe un momento pensare che le lesbiche separatiste non sono di sinistra.Storicamente la sinistra lotta pacificamente e democraticamente per i diritti umani e civili per tutti.Le lesbiche separatiste si rinchiudono in una trincea da cui altre lesbiche sono escluse.La sinistra nel movimento Glbt non è ostile alle unioni civili per lo meno in quelle lesbiche e gay che si ritrovano nel grande pensiero socialista,comunista e cattolico di sinistra che va da Antonio Gramsci a Giacomo Matteotti,da Don Milani a scrittrici e scrittori come Pratolini,Natalia Ginzburg,a registi impegnati come Luchino Visconti che era dichiaratamente gay negli anni 50.Il voto alle donne,l’abolizione delle case chiuse(ottenuta da una onorevole socialista,la Merlin)la legge sul divorzio(del 1970)diritti sul lavoro,il referendum in cui vinse il no al nucleare sono diritti per tutti ottenuti dal Partito Comunista e dal Partito Socialista(prima di Craxi)e da etero,lesbiche e gay insieme,atei e cattolici insieme.

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