“Dimmi qualcosa che non so”. La fatica di accettarmi come lesbica

Testimonianza di Elisabeth tratta da Catholic lesbians, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

.
I miei amici mi hanno chiesto se fossi lesbica, ovviamente ho negato in modo veemente. Per circa 10 anni ho pensato seriamente di abbracciare la vita religiosa, sono anche entrata nell’Ordine Secolare Francescano, perchè non sono stata mai veramente interessata alla compagnia degli uomini e ai bambini. Mi è costato fatica accettarmi come lesbica, e a volte mi costa ancora.

Sono cresciuta con l’idea che l’omosessualità fosse in ogni modo sbagliata. La mia migliore amica del liceo mi disse che sarebbe stata molto più a suo agio se fossi stata una lesbica militante invece di una suora! Così, quando mi rivelai a lei, mi disse: “Dimmi qualcosa che non so”. Le dissi di aver baciato una ragazza. Non lo sapeva.

Ho avuto difficoltà ad uscire allo scoperto la prima volta. Mi sono seduta nella mia macchina, prendendola alla lontana, ho incominciato a parlare con una vecchia collega (e lesbica) finché piansi e le dissi: “Sono omosessuale”. Mi chiese se era una difficoltà e io, ovviamente le dissi di sì. Mi raccomandò di trovarmi una persona che mi seguisse. Ne trovai finalmente una nel centro per gay, lesbiche, bisex e trans (GLBT) locale.

Vado ancora a messa perché essere cattolica è una parte di ciò che io sono. Ho tentato di stare fuori dalla Chiesa, ma sono diventata molto depressa e isolata. La Chiesa, per me, è una casa e stranamente a molte delle persone a cui mi sono rivelata non importa che io sia lesbica purché sia felice.

Sono d’accordo con quanti dicono che “una persona è intelligente e ragionevole. La gente è irrazionale e stupida”

 

Testo originale: Elisabeth

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Lavinia ha detto:

    Questa testimonianza di Elisabeth mette a fuoco quando l’omofobia sociale possa nuocere alle lesbiche,ai gay,ai trans.Elisabeth nega una parte fondamentale di se stessa,i suoi sentimenti amorosi,perché sa che sarebbe ingiustamente malvista.Elisabeth invece ha una buona amica etero che non ha pregiudizi,una collega di lavoro lesbica che le dà un buon consiglio,persone che incontra in chiesa che non la giudicano.Non tutta la società è omofoba e la testimonianza di Elisabeth è un messaggio di speranza.Grazie a Silvia che l’ha tradotta dall’inglese per tutte e tutti noi.Un abbraccio grande Lavinia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...