Il movimento gay e lesbo italiano e la politica del carciofo

riflessioniRiflessioni di Rosa Salamone del gruppo Varco-Refo di Milano

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Qualche anno fa’ si diceva: è la politica del carciofo. Cominci con il chiedere sempre di meno, finirai con l’ottenere nulla. Proprio come un carciofo viene privato delle sue foglie per mangiarne il cuore tenero.
I matrimoni no, troppo radicale. Adozioni, neppure parlarne. Un pacs annacquato è il massimo che si possa pretendere. Caduto il governo di sinistra, forse una leggina sull’omofobia, sognare piena uguaglianza è irrealistico.
Un errore che, devo dire, non mi pare tipico solo delle organizzazioni gay, ma di certa sinistra italiana abituata ormai a pretendere pochissimo dalla politica con i risultati miserabili che abbiamo davanti ai nostri occhi ogni giorno: caccia ai clandestini, classe media sempre più povera, donne controllate, omosessuali randellati e uccisi.
In queste ore di sconcerto dopo la bocciatura della legge contro l’omofobia, mi duole ammetterlo: ci ho pensato spesso a quel termine più che alla Binetti, la quale a mio modo di vedere rischia di fare la fine del capro espiatorio. E a ragione, direbbe qualcuno.

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6 Comments Add yours

  1. Lavinia ha detto:

    Cara Rosa,la sinistra italiana era rappresentata da due partiti che si sono autodistrutti:il Partito comunista che era il secondo partito per voti in Italia e il Partito socialista.Quello che oggi chiamiamo centro sinistra non ha più nessun ideale se non il partito democratico Usa e i Kennedy e un riformismo mai esistito.Il centro destra invece è un assembramento di lupi tra il falso liberismo di Berlusconi(una sorta di Peron ma senza una carismatica Evita)ex fascisti,leghisti per cui da Roma in giù siamo tutti delinquenti e da solo il papalino Casini.Il movimento Lgbt NON può trattare con il centro destra.Non può diventare una lobby.Può aumentare e diventare più visibile,moltiplicare le iniziative,i sit in,scendere in piazza,fare cultura,aprirsi agli etero gay friendly,sostenere le altre minoranze.Con l’entusiasmo possono fare più 5 persone quasi al verde che 500 senza idee.Un abbraccio grande Lavinia(militante iscritta al Pci dai 18 ai 27 anni).

  2. Rosa ha detto:

    Sai, Lavinia, quando mi diverto a scrivere, giocando con le parole, perchè poi di questo si tratta,mi rendo conto che le parole sono amiche proterve. Di lunga memoria. Alcune evocano cose pessime altre bellissime. Ma alla fine, so che sono parole inventate dagli uomini e cambiate più spesso dalle donne. Destra e sinistra cosa vuol dire? Falcone, Borsellino, Pio La torre, Montanelli, Travaglio, De Gasperi non sono certo di sinistra. Non si tratta di parlare con chiunque, ma solo con chi abbia voglia di dialogare. I picchiatori fascisti non hanno alcun desiderio di mettersi a un tavolo, mi sembra. Se mi lasciassi portare dal peso delle parole, sai per me valdese sarebbe davvero difficile sedermi al tavolo con un cattolico. Come donna avrei serie difficoltà poi a relazionarmi con un uomo. Come discendente di mio nonno indigeno, poi non hai idea di cosa penserei di un bianco che mi stringe le mani.

    Si dialoga Lavinia, si dialoga sempre, si cerca di dialogare fino all’esaurimento. Si tesse, si ritesse, si rompe la tela e si ritorna a parlare. Soprattutto si cerca sempre di farci rispettare da chi dialoga con noi e di avere un peso concreto nel tavolo delle trattative. Altrimenti contiamo quanto un venticello.

    bacissimi, cara

  3. Lavinia ha detto:

    Cara Rosa,grazie per la tua risposta.Un abbraccio grande.

  4. Rosa ha detto:

    Lavinia mi ha fatto notare, giustamente, che Pio La Torre era esponente del Pci. Faccio ammenda, intendevo Piergiorgio Mattarella…

  5. Lavinia ha detto:

    Carissima Rosa,mi ricordo che Pio La Torre era nel Pci perché mi ricordo quel tragico giorno e il dolore delle compagne e dei compagni della mia sezione “Centro”,a via del Corallo a Roma,davanti a cui abitava la gentile e delicata poetessa Amelia Rosselli,che era iscritta,e che purtroppo si suicidò negli anni 90.Un abbraccio.

  6. Fabio ha detto:

    Cara Rosa, mi rifletto esattamente nelle tue parole… ho sempre speranza in un movimento sociale gay/lesbico che possa raccogliere consensi tra opinioni politiche diverse, accomunate da un qualche minimo comune denominatore, come era un tempo la lotta al fascismo.
    Quanto alla lobbying, mi preme fare una breve riflessione. Credo che noi patiamo un terribile condizionamento culturale che deriva dall’ipocrisia cattolicista (termine che indica ciò che più deteriore si può riscontrare nel cattolicesimo moderno e contemporaneo). Tale ipocrisia vuole che il lobbismo sia qualcosa di spregievole, da evitare in linea di principio, A MENO CHE… sia fatto ad uso e consumo dell’ideologia cattolicista, quella per cui le scuole cattoliche devono essere finanziate dallo stato, o che gli insegnanti di religione nelle scuole dello stato siano nominati da un vescovo, o che, giocando meschinamente sull’ignoranza dei contribuenti, finiscano centinaia di milioni di euro di ottopermille non espressa nelle casse della CEI.
    Il problema non è il lobbismo, ma i fini che persegue e i mezzi di cui si serve. Quello cattolicista è un lobbismo fondamentalmente irresponsabile, iniquo, opportunistico, arrogante, viziato da una folle sete di potere che finirà per avvelenare coloro che fino ad oggi ne hanno tratto qualche beneficio.
    La lobby gay/lesbica in Italia purtroppo non esiste, ma se è un giorno -speriamo presto- ci sarà, almeno sapremo cosa NON DOVRA’ fare.

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