Come è difficile essere lesbica e sentirsi credente!

Essere lesbica credenteEmail inviataci da Lalla, risponde Lavinia Capogna

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Ciao a tutti voi ovunque vi troviate e qualunque cosa facciate nella vita, sono credente e gay. Identificarmi non è semplice, mi sembra il più delle volte contradditorio come posso credere ed amare una lei?

Quando per la prima volta ho deciso di parlare con un prete di quello che ero lui per tutta risposta mi ha detto di dimenticare, che è solo un passaggio “trovati un ragazzo sposati e fai dei figli”, io di accogliente e di misericordioso in quello parole ho visto ben poco.

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5 Comments Add yours

  1. P.G. CRIS ha detto:

    Lalla, quando avevo 16 anni e capii di essere veramente quello che la gente chiamava con disprezzo ‘lesbica’ … veramente non sapevo nemmeno che potesse esistere una simile condizione …
    Ero terribilmente sola e pensai in qualche momento anche al … suicidio … per uscire da quella cappa di angoscia! .. di una via senza uscita …

    Oggi ne ho 33 di più … e sono così felice di essere quello che sono e di rappresentarlo anche davanti al mondo, decidendo anche di non schivare più quel termine nel definirmi … lesbica, un termine a cui ridare ‘dignità’ … sta a noi!
    Che si sappia chi siamo e soprattutto cosa possiamo arrivare ad essere …, persone anche dotate di una particolare ‘sensibilità’, proprio a causa della nostra natura … ‘speciale’

    Ho sognato Gesù a 40 anni, che mi ha dato il suo ‘dono’ più grande: la fede, quella dell’Amore …

    in Lui c’era tutto l’Amore per me, come per chi Lo cerca … ed io Lo avevo sempre cercato dentro di me, in silenzio!

    Gesù, il Maestro … Gesù il Vivente … non ha mai discriminato, né giudicato, ha invece sempre e solo condannato l’ipocrisia del mondo … quella che alberga in molti ‘figuri’ cattolici … i ‘farisei’ di ogni tempo e di ogni dove …

    Inoltre ha detto: vi do una sola Legge – la Nuova legge – “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Ed è così che in quell’amore si realizza quello universale per la divinità.

    Ti auguro tanta Forza e Luce.
    Chi cerca trova… cerca ancora la “Verità” e le persone che questa esprimono, ne avrai grandi vantaggi.

    Tutto il resto è spazzatura.

  2. Lalla ha detto:

    rileggo le tue parole e dico… mai e poi mai potrò dire ai miei colleghi quello che sono chi ho amato intensamnte… non capirebbero rischierei il lavoro… loro usano dei termini poco felici per catalogarci…
    non sono pronta a tutto questo non sono pronta ancara ad affrontare con serenità gli stessi rapporti di amicizia con persone che lo sanno, ho paura di essere giudicata in maniera sbagliata.. mi sto chiudendo sempre di più preferendo la superficialità dei rapporti..
    un giorno forse un giorno
    ciao

  3. Lavinia ha detto:

    Cara Lalla,ti capisco.Se non te la senti di fare coming out non farlo.L’ambiente che ti circonda è ostile riguardo all’omosessualità e penso che ora non sarebbe il momento giusto.Se ci sarà il momento giusto lo sentirai tu interiormente e dopo aver valutato i pro e i contro e non per opportunismo ma perché il coming out è una rivelazione che può portare a conflitti e abbandoni che dobbiamo aver valutato di saper gestire emotivamente e materialmente.Stai certa che su questo sito troverai sempre amiche e amici.Un abbraccio forte Lavinia.

  4. Silvia ha detto:

    Cara Lalla,
    anch’io ad un certo punto della mia vita credente, anzi, proprio per ricominciare il mio percorso di credente, mi sono confessata, dicendo al mio parroco di essere lesbica. Lui mi ha accolto con rispetto e, delicatamente e in modo intelligente, mi ha fatto capire che riguardo a ceri argomenti lui non se la sentiva di essere normativo, lasciando a me e alla mia coscienza l’ultima parola. Io non ero un “caso da manuale”, ma una persona, e come tale mi ha trattato. Alla fine mi ha pure ringraziato di essermi aperta con lui, perché ero la prima persona omosessuale che si confrontava apertamente con lui. Tutto questo per dirti di non scoraggiarti, vivi la tua vita, il tuo amore, alla luce del sole. Tu, lei e Lui e non avere paura.
    Un abbraccio,
    Silvia

  5. P.G. CRIS ha detto:

    ho riferito il mio esempio, ma voglio sottolineare che, da che presi coscienza di essere ‘lesbica’, fino al giorno in cui riuscii a pronunciare con dignità e semplicità questo termine … ne passarono di anni …!

    vi dirò: la frequentazione della comunità lesbica – quella che si assume anche una funzione ‘elaborativa’ di pensiero e ‘propositiva’ nel sociale – con tutti i ‘pro’ e i ‘contro’ di ogni comunità, HA SIGNIFICATO PER ME UN SALTO DI QUALITA’ … perchè l’unione fa la forza …

    il confronto di ‘associazione’ è fondamentale nello sviluppo della propria ‘consapevolezza’, soprattutto ora che il tema sta ‘emergendo’ in tutta la sua peculiarità … sociale.

    C’è poi senz’altro – e io lo metterei alla ‘base’, ma non tutte la pensano così … – il percorso ‘spirituale’, che aiuta ad avere più forza nell’affrontare persone e situazioni …

    ma di ‘veri percorsi spirituali … indipendenti o non dogmatici’ ce ne sono pochi in giro … però esistono e bisogna cercare!

    Il mio intervento, all’inizio del post, non mirava a sostenere il ‘coming out’ – difatti non ho nemmeno usato ‘volutamente’ questo termine …
    Anch’io ritengo che le ‘forzature’ non vadano bene, creano disagio e repulsione.
    Diverso è ‘maturare’ in se stesse la consapevolezza e la ‘dignità’ di quello che si è – facenti parte di un Progetto Superiore (che, nella maggior parte della storia dell’umanità, la società ha dimostrato di non essere nemmeno in grado di ‘intuire’ … lontanamente !!!!)

    Il coming out – in parole nostre, la dichiarazione di quello che si è – deve venire, a mio avviso, in condizioni di serenità e, solo in casi estremi, come necessità.

    Ritengo che non ‘abbiamo nessun dovere’ di specificare la nostra natura, finché questo non diventi una pratica … collettiva. Anche questo – sennò – si risolve in un’ulteriore ‘pratica discriminatoria’ …

    Quando mi sono ‘dichiarata’ con qualcun*, era nello spirito della condivisione di ‘vissuti’ e quindi nel ‘piacere’ dello scambio alla pari …

    Poi , solo ultimamente, la vita mi ha messo nelle condizioni, in base anche ai miei sforzi e le mie scelte di campo, … di poter assumere su me ‘maggior visibilità sociale’ …, ma è arrivato in un momento comunque di ‘maturità’ individuale … e ‘lavorativa’.
    In questo caso, lo scopo è aprire la strada a chi ha tuttora meno forza ‘contrattuale’ …

    così come ‘altre donne’ in passato lo fecero, con grande coraggio per il bene nostro di oggi, che per certo ci avvaliamo delle loro ‘conquiste’ umane e socio-culturali.

    E io a loro sono riconoscente … e lo voglio dire …

    Arriva un momento nella vita in cui si è pronte ad assumere rischi, per il bene della comunità di appartenenza. E quindi accade inevitabilmente, in modo del tutto ‘naturale’ !

    Questo il mio pensiero.

    Buone … consapevolezze! 🙂

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