Articolo tratto da dosmanzanas.com del 1 Ottobre 2009, liberamente tradotto da Valentina
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Un tribunale federale di Miami, negli Stati Uniti, ha respinto la denuncia presentata da Janice Langbehn, una donna omosessuale a cui il Jackson Memorial Hospital aveva negato la possibilità di stare accanto a Lisa Pond, sua compagna per 17 anni, durante le sue ultime ore di vita.
Lisa Pond aveva subito la rottura di un aneurisma cerebrale nel corso di una crociera effettuata insieme alla compagna e ai loro tre figli. Secondo la denuncia, l’operatore sociale dell’ospedale avrebbe negato la possibilità di una visita, sostenendo che la Florida è uno stato anti-gay.
Alla fine, la Langbehn ottenne il permesso di vedere la sua compagna per cinque minuti, mentre un sacerdote le dava l’estrema unzione. Adesso il tribunale ha respinto la denuncia, spiegando che l’ospedale non aveva nessun obbligo legale di permettere a Janice di stare accanto alla sua compagna.
Il Jackson Memorial Hospital aveva negato la versione della Langbehn sul motivo per cui non le fu consentito vederla, affermando di non discriminare le persone omosessuali, e di aver applicato semplicemente la sua politica generale.
Pur senza conoscere altri dettagli oltre a quelli pubblicati dai mezzi di comunicazione, ci risulta difficile pensare che nel caso di una coppia eterosessuale il comportamento dell’ospedale sarebbe stato lo stesso.
Ricordiamo che nello stato della Florida le coppie dello stesso sesso non hanno riconoscimento legale, mentre a livello federale negli Stati Uniti continua ad essere in vigore il DOMA (Defense of Marriage Act), che oltre ad impedire all’amministrazione federale di riconoscere i matrimoni omosessuali ed i loro diritti, permette agli stati membri di legiferare in maniera autonoma su questa materia, per cui non è detto che le unioni tra persone dello stesso sesso che sono legali in alcuni stati siano riconosciute in altri.
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Testo originale: Un tribunal de Miami desestima la demanda de una mujer lesbiana a la que el hospital no permitió acompañar a su pareja antes de morir
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