Scrivere con gli occhi. Luchino Visconti, regista, gay e credente

personaggioTesto di Lavinia Capogna (Al mio amore S.) 
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Il cinema è l’arte più recente, ha cent’anni e tra gli anni Venti e gli anni Settanta ha conosciuto la sua epoca d’oro. 
Di grande importanza fu il cinema italiano che fu l’arte che dal 1945 riscattò i melensi film del fascismo e mostrò la vera Italia, le macerie, le ferite fisiche e morali ma anche le speranze e i progetti.

Questo nuovo modo di fare cinema, ispirato anche dal Realismo francese di fine anni Venti e Trenta di registi come Jean Vigo e Jean Renoir, ebbe tra i suoi grandi un cineasta di grande talento che già a 36 anni, nel 1942 anticipò il Neorealismo italiano con "Ossessione".

Il film era la storia di un amore proibito:quello tra un vagabondo che era il bel Massimo Girotti e una donna sposata, Clara Calamai, femme fatale nei film di regime,ma qui una povera casalinga annoiata.

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Il movimento gay e lesbo italiano e la politica del carciofo

riflessioniRiflessioni di Rosa Salamone del gruppo Varco-Refo di Milano

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Qualche anno fa’ si diceva: è la politica del carciofo. Cominci con il chiedere sempre di meno, finirai con l’ottenere nulla. Proprio come un carciofo viene privato delle sue foglie per mangiarne il cuore tenero.
I matrimoni no, troppo radicale. Adozioni, neppure parlarne. Un pacs annacquato è il massimo che si possa pretendere. Caduto il governo di sinistra, forse una leggina sull’omofobia, sognare piena uguaglianza è irrealistico.
Un errore che, devo dire, non mi pare tipico solo delle organizzazioni gay, ma di certa sinistra italiana abituata ormai a pretendere pochissimo dalla politica con i risultati miserabili che abbiamo davanti ai nostri occhi ogni giorno: caccia ai clandestini, classe media sempre più povera, donne controllate, omosessuali randellati e uccisi.
In queste ore di sconcerto dopo la bocciatura della legge contro l’omofobia, mi duole ammetterlo: ci ho pensato spesso a quel termine più che alla Binetti, la quale a mio modo di vedere rischia di fare la fine del capro espiatorio. E a ragione, direbbe qualcuno.

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Sulla bocciatura della legge sull’omofobia gli avvocati della Rete Lenford affermano "incostituzionalità inesistente"

newsComunicato stampa dell’Avvocatura per i diritti Lgbt – Rete Lenford del 14 ottobre 2009

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Ieri, 13 ottobre 2009, la Camera dei Deputati ha votato, approvandola, una pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’UDC contro il testo unificato, concernente l’introduzione della circostanza aggravante inerente all’orientamento o alla discriminazione sessuale.
Accogliendo con un sì l’approvazione della pregiudiziale, la Camera ne ha fatto proprio il contenuto. Tuttavia le supposte violazioni delle norme costituzionali indicate nella pregiudiziale, che di seguito si specificano, sono inesistenti.

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La amo, ecco perché dovevo uscire dalla sua vita

lettereEmail inviataci da Mariarosa, risponde Lavinia Capogna

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Ciao  a tutti, come un mendicante chiede ciò di cui ha bisogno… ho trovato nel vostro sito una mano tesa, amica e solidale sulla quale poter contare! Mi chiamo Mariarosa ho 34 anni e scrivo da Napoli.
Mi riconosco nei valori cristiani e sono in cerca di persone che come me coltivano l’ideale dei valori solidali pur dichiarando una sessualità disparata. Ho imparato a riconoscere abbastanza quali vuoti insensati copra il mio bisogno di  comprensione  che non ho mai avuto e quanto dolore possa dare camminare sui cocci delle proprie speranze come di un assurdo che sembri perfettamente normale.

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Dalle lesbiche spagnole: "bisogna essere visibili perché abbiamo il diritto di esistere”

lesbiche in SpagnaArticolo e intervista di María Jesús Méndez tratta da mirales.es del 2 ottobre 2009, liberamente tradotta da Eliana

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Boti è puntuale. E’ di statura bassa ed ha una voce potente. Femminilità marcata, capelli corti e completamente bianchi. Ha una risata che ricorda i bambini, forse perché è spontanea o forse perché ride con gusto.
Però la cosa che più colpisce di questa laureata in lettere e filosofia sono i suoi occhi, neri e molto più espressivi delle sue parole.

Quando parla della legge (ndr spagnola) sul matrimonio fra persone dello stesso sesso, per cui lavorò attivamente e che ottenne nel 2005, sembra una di quelle madri che hanno partorito per la prima volta e che parlano emozionate delle doti del loro bambino.

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Un mondo nuovo. Scoprirsi lesbica con un marito accanto

Testimonianza di Carolyn tratta da Catholic lesbians, liberamente tradotta da Silvia Lanzi
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Sono molto felice di aver trovato questo sito (ndr Catholic lesbians) e di poter spartire (quello che scriverò) con molte di voi che condividono parti della mia storia.
Ho 41 anni e sono sposata. Ho avuto intense relazioni con donne fin dall’adolescenza e circa 2 anni fa sono veramente entrata in contatto con la mia attrazione sessuale nei confronti delle donne.

Curiosamente, ciò avvenne in un periodo di depressione abbastanza rilevante e una ricerca che mi portò diritta al Divino femminile. Si è aperto per me un intero, nuovo, mondo. Ho appena detto a mio marito dell’attrazione per il mio stesso sesso e le cose sono difficili per me ora. E per lui.

Ho iniziato ad andare ad un gruppo di supporto che mi è molto utile, ma trovo difficile condividere le parti spirituali della mia vita. Mi sento anche piuttosto isolata e vorrei molto avere una relazione con una donna. Mi sento come un’adolescente, e talvolta è molto frustrante.

Mi sento abominevole dal momento che ferisco emotivamente mio marito, ma sento con forza che devo dirgli la verità. Tengo a mio marito e non voglio che se ne vada ma, allo stesso momento, voglio vivere davvero questa parte della mia vita che ho ignorato così a lungo.

Apprezzerei qualunque commento alla mia storia.

 

Testo originale: Carolyn

Letto da Lei. ‘La via d’uscita. Confessioni di un alpinista estremo’

libroRecensione di Cinzia del gruppo la Fonte di Milano

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Ho letto con grande interesse e partecipazione il libro ‘La via d’uscita. Confessioni intime di un alpinista estremo’, autobiografia di Marc Batard, guida alpina francese e noto alpinista con all’attivo numerose ascensioni nelle alpi e nella montagne extraeuropee, pubblicato per i Licheni da Vivalda nel 2007.
Un opera davvero fuori dal coro e dagli schemi tradizionali, in ogni caso. Il titolo, emblematicamente, allude alla situazione in cui un’alpinista, essendosi trovato in situazione difficolta` e nella possibilità di morire, trova il modo di ‘uscire’ dalla via e terminare cosi` in modo piu’ o meno indenne la propria ascensione.
Metaforicamente, Batard allude all’esito di una vita e carriera di alpinista estremo alla ricerca di se stesso, ricerca condotta in modo disperato e al limite della sopravvivenza, sino alla scoperta e all’accettazione della propria omosessualità.
Il libro termina allorché l’autore porta a termine ‘la più difficile delle sue ascensioni’ proprio nello scoprire e accogliere la verità di se stesso.

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Un ospedale di Miami nega ad una lesbica di visitare la sua compagna in fin di vita

donne_sguadiArticolo tratto da dosmanzanas.com del 1 Ottobre 2009, liberamente tradotto da Valentina
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Un tribunale federale di Miami, negli Stati Uniti, ha respinto la denuncia presentata da Janice Langbehn, una donna omosessuale a cui il Jackson Memorial Hospital aveva negato la possibilità di stare accanto a Lisa Pond, sua compagna per 17 anni, durante le sue ultime ore di vita.

Lisa Pond aveva subito la rottura di un aneurisma cerebrale nel corso di una crociera effettuata insieme alla compagna e ai loro tre figli. Secondo la denuncia, l’operatore sociale dell’ospedale avrebbe negato la possibilità di una visita, sostenendo che la Florida è uno stato anti-gay.

Alla fine, la Langbehn ottenne il permesso di vedere la sua compagna per cinque minuti, mentre un sacerdote le dava l’estrema unzione. Adesso il tribunale ha respinto la denuncia, spiegando che l’ospedale non aveva nessun obbligo legale di permettere a Janice di stare accanto alla sua compagna.

Il Jackson Memorial Hospital aveva negato la versione della Langbehn sul motivo per cui non le fu consentito vederla, affermando di non discriminare le persone omosessuali, e di aver applicato semplicemente la sua politica generale.

Pur senza conoscere altri dettagli oltre a quelli pubblicati dai mezzi di comunicazione, ci risulta difficile pensare che nel caso di una coppia eterosessuale il comportamento dell’ospedale sarebbe stato lo stesso.

Ricordiamo che nello stato della Florida le coppie dello stesso sesso non hanno riconoscimento legale, mentre a livello federale negli Stati Uniti continua ad essere in vigore il DOMA (Defense of Marriage Act), che oltre ad impedire all’amministrazione federale di riconoscere i matrimoni omosessuali ed i loro diritti, permette agli stati membri di legiferare in maniera autonoma su questa materia, per cui non è detto che le unioni tra persone dello stesso sesso che sono legali in alcuni stati siano riconosciute in altri.

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Testo originale: Un tribunal de Miami desestima la demanda de una mujer lesbiana a la que el hospital no permitió acompañar a su pareja antes de morir

Le ladies di Llangollen. Due donne insieme a cavallo di due secoli

riflessioniRiflessioni di Lavinia Capogna 

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Nel 1779 due donne fuggirono dall’Irlanda e si stabilirono in un misconosciuto paese del Galles, in Inghilterra, chiamato Llangollen.
Il Galles era una zona mineraria,  selvaggia e affascinante. Le due donne erano entrambe aristocratiche. Eleanor Butler era nata nel 1740 e aveva 39 anni, Sarah Ponsonby era nata nel 1756 e aveva 23 anni e si conoscevano da dieci anni.
Avevano preparato una fuga notturna,vestite da ragazzi per non farsi riconoscere e non correre pericoli. Eleanor venne descritta dai suoi contemporanei come una donna colta e coraggiosa, Sarah come timida e delicata.

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Le Lesbiche cinesi si mobilitano contro il divieto di donare il sangue

Articolo tratto da rompiendoelsilencio del 2 agosto 2009, liberamente tradotto da Luca 
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La legge cinese impone che nessuna persona con altri orientamenti sessuali, che non sia l’eterosessualità, può donare il sangue; anche se non esiste nessuna punizione per aver mentito nei formulari.

Contro questa proibizione è in corso una petizione che è giunta a 540 firme. Le promotrici lesbiche sperano di arrivare a 1000 firme.

Shi Weiwei, direttrice del centro di donazione di sangue della Croce Rossa di Beijing (Pechino) afferma che la legge risponde a ragioni di sicurezza: “Come tutti ben sappiamo, l’incidenza di malattie a trasmissione sessuale, incluso l’HIV/AIDS, è molto più alta tra le categorie a rischio, come consumatori di droghe e omosessuali, particolarmente negli uomini  gay, che tendono ad avere molti partner”.

In Colombia, attiviste lesbiche fecero una protesta simile ed un anno fa, in Cile, fu reso noto il caso della clinica Indisa che non aveva permesso ad una moglie lesbica di donare il sangue. Tuttavia, in un secondo tempo, il direttore del centro privato offrì pubbliche scuse ed accettò la donazione della donna.

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Testo originale: Lesbianas chinas protestan por la prohibición de donar sangre