Riflessioni di Elisabetta de La Rondine di Torino
.
"Ascoltate. Ecco,uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava,una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra cadde tra i sassi,dove non c’era molta terra,e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si secco. Un’altra cadde tra le spine, le spine crebbero,la soffocarono e non diede frutto. E un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno" Marco 4 (3,8).
Sicuramente ognuno di noi si può domandare che tipo di terreno è quando ascolta la parola di Dio. Possiamo riconoscerci, a seconda delle volte e del modo in cui udiamo, nei diversi tipi di terreno e portare frutto o far morire la semente…
Il Signore usa l’imperativo: Ascoltate!!sottolineando che ascoltare è un’arte difficile che richiede accoglienza e quindi uno spazio vuoto dentro di noi,necessita di silenzio,richiede tempo e disponibilità.
Ma in questa parabola possiamo anche immedesimarci nel seminatore, quando organizziamo un Forum, quando tentiamo un dialogo con la Chiesa o con i nostri fratelli che faticano a credere, il Signore ci chiede di essere dei testimoni, o meglio dei seminatori della sua parola.
E’ allora è obbligatorio aver fiducia, continuare a buttare il seme, sperare anche se sembra assurdo.

Pubblicato da Lavinia in 2 febbraio 2010 alle 10:40
Cara Elisabetta,molto bella la tua riflessione.Anche se un solo seme germogliasse varrebbe la pena di seminare.Un abbraccio.