Articolo di Edna Costello tratto da 360.ch del 15 giugno 2009, liberamente tradotto da L.
Asal, una delle autrici del libro Il giardino di Shahrzdad (edizioni Il dito e la luna, 2006, 160 pagine) e anche una lesbica rifugiata in Italia, testimonia la vita di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali in Iran, il regno dell’omofobia.
Anche la sua compatriota ha assunto uno pseudonimo, Vida, come le altre tre autrici in esilio (due lesbiche e una transessuale) per scrivere Il giardino di Shahrzdad.
Quanto alle fotografie non è certo il caso di farle. "Le nostre famiglie vivono in Iran e rischiano di essere importunate" spiega Vida "e noi rischiamo di non poter più ritornare nel nostro paese". esto libro? Shahrzad, la protagonista, tenta di riconquistare il suo primo amore Parvir, una ragazza.
