Testimonianza di Rosa Salomone del gruppo Varco-Refo di Milano
Ho fatto coming out a quaranta anni. Ho iniziato con la mia comunità, la chiesa valdese di Milano, poi è venuta l’ora della mia famiglia, quindi ho iniziato con i miei colleghi. Ho adottato la politica dei piccoli passi.
Facevo solo quello per cui sentivo di avere energia, non di più. Mettiamola così: se hai benzina per sessanta chilometri, inutile andare da Milano a Catania in automobile.
Cercavo inoltre di circondarmi di buoni compagni per il viaggio. Di solito omosessuali e bisessuali dichiarati anche loro, amici ed amiche di ogni età, passati per la stessa esperienza. In questo modo, quando le critiche da parte degli estranei aumentavano, poche a dire la verità, io sapevo dove appoggiarmi. Solo una persona mi ha fatto una guerra tenace, la mia madre adottiva e la mia famiglia.

Pubblicato da Lavinia in 8 aprile 2009 alle 07:27
Ciao Rosa,è bellissima la tua riflessione e sarà utile a molte lesbiche che ancora non hanno fatto coming out.Mi addolora che i tuoi genitori abbiano scelto il silenzio ma non è detto che in futuro non scelgano il dialogo.A volte noi persone siamo come gli alberi e occorre tempo per fiorire o dare i frutti.Tu dici una cosa giusta:è vero che una lesbica che non ha paura di dirlo o che si capisca il suo orientamento genera rispetto.Quando inizia il rispetto tacciono le battute sprezzanti o le frasi idiote e volgari dette a bassa voce.Grazie per le tue parole.Un abbraccio grande.
Pubblicato da Lavinia in 19 aprile 2009 alle 10:48
Cara Rosa,a dieci giorni di distanza da quando lessi la tua riflessione ritrovo che tu descrivi un percorso molto importante per tutte le donne.La società,la chiesa cattolica sono talmente potenti da creare condizionamenti che inglobiamo anche senza volerlo.Da giovane avevo amici pronti a mobilitarsi per ogni diritto civile ma poi allontanarsi dai volantinaggi del circolo Mario Mieli di Roma per le unioni civili.I condizionamenti poi si occupano del lato più bello,magico e delicato di una donna:l’amore.La possibilità di amare è un dono di Dio ma uomini di potere determinano CHI dobbiamo amare.E’ una violenza estrema sulle donne.Va benissimo amare un’altra donna,un uomo,avere figli,non avere figli,diventare nonne,essere single,ragazze madri.”Siamo liberi ma non sappiamo di esserlo”ha scritto un filosofo ateo,Jean Paul Sartre.
Pubblicato da Rosa in 20 aprile 2009 alle 19:11
Cara Lavinia, grazie per le tue parole. Credo che le condanne religiose delle chiese pentecostali e delle gerarchie cattoliche nei confronti della comunità LGBTQ, (ma anche di certa sinistra, come dici tu) non siano solo responsabili di condannare l’amore nelle sue diverse espressioni in aperto contrasto con le parole di Gesù, ma anche, in parte, della mancata crescita sentimentale ed emotiva di tante persone. Sono più che mai convinta infatti che ogni essere umano ha una sua crescita e percorso emotivo fatto di sbagli, cadute, rinascite e nuove maturità. Tale percorso viene negato alle persone LGBTQ ma anche, comincio a pensare, anche a tanti etero. L’amore ha moltissime dinamiche sociali. Se io come compagna della mia donna non posso, mettiamo, accompagnarla nel suo percorso di sofferenza durante una malattia, non mi è negato il diritto fondamentale di aiutare l’altra e di esprimere una parte essenziale del mio sentimento nei suoi confronti? Non sono destinata alla minorità emotiva in questo modo? Io credo di sì. Come può espandersi un amore in un mancato clima di serenità e armonia con famiglie spesso contrarie, offese pubbliche continue, condanne sociali di ogni tipo? Non dovrebbe essere garantito, per carta costituzionale, il diritto inalienabile per ogni uomo e donna all’espressione dell’amore, del rispetto reciproco e della cura per la propria e altrui persona? Mi pare un diritto laico prima ancora che cristiano, sai: il diritto all’espressione della propria persona grazie all’amore e alla ricerca del bene.
Un abbraccio
Rosa
Pubblicato da Lavinia in 21 aprile 2009 alle 07:42
Cara Rosa,condivido pienamente la tua lucida analisi.Manca una volontà politica.Hanno tentato la Pollastrini e la Bindi a presentare la legge sui Dico,approvata alla Camera,ma non al Senato perchè altrimenti grazie al Vaticano e al centro destra il governo Prodi sarebbe caduto prima.I danni emotivi e concreti dell’omofobia conducono a conflitti,problemi,a volte tragicamente a suicidi,isolamento e a mancati diritti civili.E questo odio da che cosa nasce?Bisogna andare alle radici di questo male che è l’odio verso di noi e smontarlo e denunciarlo.L’omofobia è anche inconsciamente assunta,a volte,da gay e lesbiche che hanno comportamenti autolesionistici.Io penso che l’amore in senso universale,la ragione e una pacifica e determinata lotta sociale possano essere una buona via per cambiare in meglio.Un abbraccio grande Lavinia.
Pubblicato da Patrizia Ottone in 22 aprile 2009 alle 15:12
Grazie per questa discussione, terrò presenti alcuni degli argomenti da voi sviluppati per il Seminario sul Matrimonio Omosessuale a cui parteciperò sabato 25 aprile, a Torino, nell’ambito della Biennale Democrazia.
http://www.biennaledemocrazia.it/percorsi/seminari/sem1.shtml
Da questo link potete scaricare i materiali preparatori per la discussione, un testo ‘pro’, un testo ‘contra’ (il documento della Congregazione per la dottrina della fede del Vaticano “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali” del giugno 2003), un glossario e una bibliografia sull’argomento.
Patrizia
Pubblicato da Lavinia in 23 aprile 2009 alle 09:21
Grazie,Patrizia,per la sua attenzione al dialogo tra Rosa e me su Losguardodinoemi.wordpress.com.Cari saluti Lavinia Capogna da Roma.
Pubblicato da Lavinia in 10 maggio 2009 alle 11:42
Carissimi Rosa e Innocenzo,grazie per aver partecipato a Outing,il bel programma di Gregorini e Alessandra su Sky e Teleroma56.Le vostre parole e la vostra serenità sono state un aiuto reale per gay,lesbiche e trans.La visibilità è importante e richiede coraggio in una società omofoba.Un abbraccio grande.
Pubblicato da Lavinia in 15 dicembre 2009 alle 09:09
Questa testimonianza di Rosa,riletta a mesi di distanza,resta a mio parere molto importante per volontarie e lettrici.La sua chiarezza e la sua sincerità possono aiutare tutte noi.Buon Natale a Rosa,a Cinzia,a Federica,a Dam,a Silvia e a tutte le volontarie di Losguardodinoemi e a tutte le lettrici lesbiche e etero che ci leggono a volte o assiduamente.