Recensione a cura di gionata.org
Elena Rodríguez è nata in Venenzuela, siciliana d’adozione e milanese d’elezione, lesbica e credente. La sua storia, i suoi sentimenti, la sua fede e i suoi amori costituiscono l’impasto seducente e vitale di Pasta maritata (Book Editore, 2008).
Un libro di poesia dalla prorompente carnalità, un testo “essenziale, nitido, profondo, pervaso dal dolore, ma anche da una fondamentale capacità di gioia” che unisce “i suoni ancestrali di memoria latina con i profumi e i colori della terra di Sicilia”.
Così, pagina dopo pagina, verso dopo verso, vediamo raccontata “la mia storia d’amore con una donna che mi ha tradita e con un’altra che mi ha insegnato a credere nei miei versi”.

Pubblicato da Lavinia in 23 aprile 2009 alle 22:24
Non ho ancora letto il libro ma mi hanno colpita tre cose:che sia di poesia,che parli dell’essere lasciata e che si ambienti in Sicilia.La poesia è come un raggio di luce,poche parole tracciate sulla carta che illuminano un’anima.Anch’io sono stata lasciata da una giovane donna che amavo molto ma purtroppo il dolore è diventato malattia fisica.La Sicilia è un’isola magica splendente nel Mediterraneo e quando si vorrà realmente sconfiggere la mafia tornerà ad essere il paradiso che era al tempo degli antichi Greci.
Pubblicato da Lavinia in 9 luglio 2009 alle 17:36
Pasta maritata è un’opera che consiglio a tutti gli amanti dei libri e che continua a vivere in noi anche quando abbiamo letto l’ultima riga.Un libro in cui la poesia diventa musica e l’amore si espande in ogni parola.