Donne e chiese. A Milano una donna sarà consacrata diacono

infoRiflessioni Rosa Salamone del gruppo Varco-Refo di Firenze
In data 22 novembre 2009, alle ore 17,30  nella Parrocchia Gesù di Nazaret di Milano, v.le Caterina da Forlì, avrà luogo l’ordinazione diaconale di Maria Vittoria Longhitano (ndr nella chiesa vetero cattolica italiana).
Non è difficile comprendere l’importanza dell’ordinazione diaconale di Maria Vittoria. Importante per il cammino delle donne nelle chiese: è infatti la seconda volta che una donna italiana verrà consacrata diacona e la prima volta presbitera, come accadrà il 22 maggio a Roma, nel suolo della cattolicissima Italia.

Non temo perciò di dire che l’ordinazione rappresenta un avvenimento storico da non perdere. Forse valdesi, battisti e metodisti abituati ad avere pastore donne non ne hanno perfettamente coscienza, per loro è normale vedere donne che predicano e celebrano il culto, per tanto sfugge la dimensione che l’avvenimento assume in altre chiese. Molto di più forse potrebbero comprenderlo gli amici cattolici.

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Jago e la destra

persone transessualiRiflessioni di Lavinia Capogna

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William Shakespeare ambientò alcune tragedie e commedie in Italia. Una di queste "Otello" è un capolavoro.
Si pensa che sia un dramma della gelosia ma credo che sia più il dramma di come un falso amico e una falsa idea possano essere distruttivi.

Otello, che è un valoroso condottiero africano al servizio nel 1500 della Repubblica di Venezia, ama una fanciulla nobile, Desdemona, che sarà la moglie più innamorata e fedele.
Ma Jago, per vendetta, metodicamente instillerà la falsa idea all’ingenuo Otello che la giovane sposa lo tradisce.

La destra italiana si sta comportando come Jago. Sta cercando di suggestionare il movimento Glbt(gay, lesbico, bisex, trans)e farselo amico.
Sussurra che è amico dei gay, che è contro l’omofobia anche se poi alla Camera vota contro la legge presentata dall’onorevole Paola Concia del Pd.  Ora fa uno spot. La pubblicità è qualcosa che vende un prodotto.image

Lo spot contro l’omofobia mostra una situazione drammatica: l’eroe è un infermiere o un portantino che salva una donna. Naturalmente è un’immagine drammatica e un uomo sta salvando una donna.
E una seria voce fuori campo chiede se avrebbero importanza alcuni elementi di quell’uomo coraggioso, tra cui che numero di scarpe indossa (cosa che nessuno si chiederebbe credo) e tra le altre se fosse omosessuale.

Questo retorico e surreale spot vuol dirci: quell’uomo forte e probo potrebbe essere gay ma ti sta salvando forse la vita.
E questo spot dovrebbe convincere gli omofobi o gli omosessuali? Gli omofobi sono in gran parte di destra e estrema destra per tradizione. Per altro papalini poco cristiani.

Anche il centro sinistra ha i suoi omofobi come l’onorevole Binetti ma è una su centinaia.
La destra, soprattutto di Fini, tenta un approccio con i circoli, la Carfagna cambia idea.

Ma sinceramente ho poca fiducia nella buona fede dei politici di destra. Come Jago lambiscono i gay e intanto lasciano in mare africani e deportano in luoghi sperduti rom e sinti.

Ma i gay come minoranza che cosa hanno di più? Gli omosessuali votano! Sono cittadini e cittadine italiani anche se senza leggi che li difendono da discriminazioni e quasi unici europei senza unioni civili.

Ma votano e son di più delle statistiche. Non condivido la nuova teoria che la destra e la sinistra non ci siano più.

Se il movimento Glbt o parte di esso cadrà nell’inganno, cercando una falsa integrazione senza diritti, avrà un brutto risveglio.

Se manterrà integrità etica e non tradirà le sue radici ribelli e di sinistra potrà dirsi ancora fiero e lottare pacificamente contro l’omofobia, l’ignoranza, anche per le altre minoranze discriminate.

Una vita troppo stretta. Come l’amore per lei mi ha cambiato

testimonianzaTestimonianza tratta da sisterfriends-together del 1 gennaio 2006, liberamente tradotta da Lorena

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Sapevo che ero lesbica prima di sposarmi ma ero convinta che se fossi stata “ubbidiente” e sposavo un uomo, Dio avrebbe allontanato il mio desiderio di donne.
Conobbi un ragazzo molto carino e mi sono fidanzata. Tentai di parlargli delle mie precedenti relazioni con donne, pero lui, di fatto, non volle parlare di quella fase della mia vita.
Lui sapeva che il nostro matrimonio era quello che Dio voleva per noi. Dopo che ci siamo sposati e trasferiti in una nuova regione, il mi piano era d’evitare amicizie troppo strette con donne.
Sapevo, per comportamenti anteriori, che se avesse iniziato un’amicizia stretta, avrei finito per innamorarmi e per perdere l’amica, per di più, la lotta interiore sarebbe stata enorme.

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La verità rende liberi. Riscoprirsi cristiani per scoprirsi lesbica

testimonianzaTestimonianza di Cinzia del gruppo La Fonte di Milano

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Il ritorno alla fede in Cristo e` stato lungo e complesso. Andavo ai gruppi di preghiera del Rinnovamento nello Spirito, partecipavo alle messe di guarigione e, chissà come mai, mi capitava spesso di essere al centro dell’attenzione spirituale dell’assemblea: parole di conoscenza, preghiere allo Spirito santo, sacerdoti e carismatici di varia provenienza che mi rivolgevano la ‘parola’…

Chi non ha mai conosciuto questo mondo caleidoscopico non conosce l’entusiasmo e la novità che genera nel cuore di coloro che vi approdano dopo molte e complesse vicissitudini.
Col passare del tempo mi sono sentita rinascere interiormente ed esteriormente. Ho iniziato a conoscere tante persone, completamente diverse da quelle che avevo frequentato sino ad allora, non avevo un minuto di tempo libero.
Mi e` stato pero` da subito consigliato di non raccontare a nessuno quale fosse la mia storia, diversamente da come vedevo fare in ambito carismatico, dove le testimonianze drammatiche sono molto apprezzate e le conversioni eclatanti sventolate a modo di vessillo di Cristo.

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La chiesa luterana svedese ha consacrato il suo primo Vescovo apertamente lesbica

News a cura dei volontari del progetto gionata del 9 novembre 2009

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Eva Brunne, 55 anni, è stata consacrato vescovo della chiesa luterana di Svezia, Domenica 8 novembre 2009. Diventa così il primo vescovo del mondo apertamente lesbica, due settimane dopo che la Svezia ha deciso di consentire alle coppie gay e lesbiche di sposarsi in chiesa.

Con gran pompa, consona alla circostanza, Eva Brunne è stata ordinata vescovo della diocesi di Stoccolma e a scelto per la sua consacrazione  versetti tratti da Giacomo 2:1 (Fratelli miei, non contaminate la vostra fede nel Signore Gesù Cristo, il Signore della gloria, facendo preferenze personali), "il cui cuore è nel rispetto verso le persone" un testo che, come ha affermato il neo vescovo sul sito web della Chiesa svedese, "esprime l’uguaglianza degli esseri umani che fanno parte della Chiesa e ricorda le nostre responsabilità nella società e nel mondo".

Le sue armi vescovili sono uno scudo con il santo di Stoccolma (St. Erik), la bandiera svedese e la Rosa di Lutero. Eva Brunne ha un unione matrimoniale registrata e benedetta con Gunilla Linden ed hanno anche un figlio.

A seguito della sua nomina, nel mese di giugno, Brunne ha detto: "Sono felice e orgogliosa di far parte di una Chiesa che incoraggia le persone a prendere le proprie decisioni" ed ha aggiunto: "la diversità è una grande ricchezza".

All’ordinazione vescovile hanno assistito la coppia reale svedese e numerosi ospiti provenienti da altre chiese.

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Fonti: QX Förlag AB (Stockholm/Sweden)  -  Pinknews.co.uk

Coppie Lesbiche? Le cose cambiano anche nelle chiese metodiste del Sud degli Stati Uniti

riflessioniTestimonianza di Egeria tratta da Reconciling Ministries Network Blog del 5 ottobre 2009, liberamente tradotta da Alessandra C.

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La grande chiesa metodista nella città del sud dove sono cresciuto mi ha insegnato molto. Laggiù davo una mano a costruire bambole da mandare ai bambini africani nella clinica del Dottor Albert Schweitzer, nel Congo.
Ho imparato che una donna protagonista di un matrimonio misto (il marito era Cattolico) poteva essere una grande maestra della scuola domenicale* .
Ho imparato che il nostro pastore non aveva bisogno di essere né affascinante né un grande oratore per una chiesa che aveva bisogno di un grande amministratore.

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Voci di donne. Essere una madre omosessuale

testimonianzaTestimonianza di Carmen Allen tratta da Affinity del luglio 1995, liberamente tradotta da Lara

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La mia prospettiva di maternità omosessuale è, credo, assai unica. Solo due anni fa ero un attivo membro della chiesa che lottava per concepire un figlio senza successo (nientemeno che con un marito).
Il mio dolore dovuto all’infertilità venne turbato quando mi misi insieme a Jane e presto raggiunsi uno stato di euforia. La mia vita cambiava in modo meraviglioso, spaventoso, liberatorio ed emotivamente stimolante (un’intera pagina nuova).

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“Dimmi qualcosa che non so”. La fatica di accettarmi come lesbica

Testimonianza di Elisabeth tratta da Catholic lesbians, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

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I miei amici mi hanno chiesto se fossi lesbica, ovviamente ho negato in modo veemente. Per circa 10 anni ho pensato seriamente di abbracciare la vita religiosa, sono anche entrata nell’Ordine Secolare Francescano, perchè non sono stata mai veramente interessata alla compagnia degli uomini e ai bambini. Mi è costato fatica accettarmi come lesbica, e a volte mi costa ancora.

Sono cresciuta con l’idea che l’omosessualità fosse in ogni modo sbagliata. La mia migliore amica del liceo mi disse che sarebbe stata molto più a suo agio se fossi stata una lesbica militante invece di una suora! Così, quando mi rivelai a lei, mi disse: “Dimmi qualcosa che non so”. Le dissi di aver baciato una ragazza. Non lo sapeva.

Ho avuto difficoltà ad uscire allo scoperto la prima volta. Mi sono seduta nella mia macchina, prendendola alla lontana, ho incominciato a parlare con una vecchia collega (e lesbica) finché piansi e le dissi: “Sono omosessuale”. Mi chiese se era una difficoltà e io, ovviamente le dissi di sì. Mi raccomandò di trovarmi una persona che mi seguisse. Ne trovai finalmente una nel centro per gay, lesbiche, bisex e trans (GLBT) locale.

Vado ancora a messa perché essere cattolica è una parte di ciò che io sono. Ho tentato di stare fuori dalla Chiesa, ma sono diventata molto depressa e isolata. La Chiesa, per me, è una casa e stranamente a molte delle persone a cui mi sono rivelata non importa che io sia lesbica purché sia felice.

Sono d’accordo con quanti dicono che “una persona è intelligente e ragionevole. La gente è irrazionale e stupida”

 

Testo originale: Elisabeth

A scuola di tolleranza. Un progetto didattico per le scuole per combattere l’Omofobia

scuolaProgetto didattico realizzato dall’Human Rights Resource Center (University of Minnesota) edito da Amnesty International USA e da Lesbian and Straight Education Network (GLSEN) nel  2000, liberamente tradotto da Erica

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Questo progetto si basa sull’ascolto e la discussione in classe, prima gli studenti ascoltano quello che concerne le difficoltà che vivono gli  adolescenti che combattono contro l’omofobia o leggono le testimonianze di studenti gay o etero e di insegnanti su quello che riguarda l’omofobia.
Storie che  mostrano come l’omofobia contribuisca a creare un clima di ostilità nella scuola e nella società che fa diventare l’adolescenza un periodo particolarmente duro da attraversare.
Si conclude l’attività con una discussione tra studenti e insegnanti su che cosa dovrebbe essere fatto per rendere le scuole meno ostili ai giovani gay e alle lesbiche.

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Visto da Lei. Il corpo delle donne

Riflessioni di Damy del gruppo Kairos di Firenze
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Il Corpo delle Donne è il titolo di un documentario che è stato fatto sull’uso delle donne in tv. E’ una selezione di immagini televisive che raccontano come oggi viene mortificata l’immagine della donna,dove lo scorrere del tempo viene annullato grazie alla chirurgia estetica .
La tv è un un potente ed utile mezzo di comunicazione, ci intrattiene e ci informa ma ora, soprattutto in questo tempo, non è rispettoso delle differenze e degli interessi collettivi. L’obbiettivo di questo documentario è l’interrogarci  di tutto questo senza rimanere silenti su ciò che accade.

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Il Corpo delle Donne (2009) di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi, Cesare Cantù con Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi