Coppie Lesbiche? Le cose cambiano anche nelle chiese metodiste del Sud degli Stati Uniti

riflessioniTestimonianza di Egeria tratta da Reconciling Ministries Network Blog del 5 ottobre 2009, liberamente tradotta da Alessandra Casale

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La grande chiesa metodista nella città del sud dove sono cresciuto mi ha insegnato molto. Laggiù davo una mano a costruire bambole da mandare ai bambini africani nella clinica del Dottor Albert Schweitzer, nel Congo.
Ho imparato che una donna protagonista di un matrimonio misto (il marito era Cattolico) poteva essere una grande maestra della scuola domenicale* .
Ho imparato che il nostro pastore non aveva bisogno di essere né affascinante né un grande oratore per una chiesa che aveva bisogno di un grande amministratore.

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Voci di donne. Essere una madre omosessuale

testimonianzaTestimonianza di Carmen Allen tratta da Affinity del luglio 1995, liberamente tradotta da Lara

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La mia prospettiva di maternità omosessuale è, credo, assai unica. Solo due anni fa ero un attivo membro della chiesa che lottava per concepire un figlio senza successo (nientemeno che con un marito).
Il mio dolore dovuto all’infertilità venne turbato quando mi misi insieme a Jane e presto raggiunsi uno stato di euforia. La mia vita cambiava in modo meraviglioso, spaventoso, liberatorio ed emotivamente stimolante (un’intera pagina nuova).

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“Dimmi qualcosa che non so”. La fatica di accettarmi come lesbica

Testimonianza di Elisabeth tratta da Catholic lesbians, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

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I miei amici mi hanno chiesto se fossi lesbica, ovviamente ho negato in modo veemente. Per circa 10 anni ho pensato seriamente di abbracciare la vita religiosa, sono anche entrata nell’Ordine Secolare Francescano, perchè non sono stata mai veramente interessata alla compagnia degli uomini e ai bambini. Mi è costato fatica accettarmi come lesbica, e a volte mi costa ancora.

Sono cresciuta con l’idea che l’omosessualità fosse in ogni modo sbagliata. La mia migliore amica del liceo mi disse che sarebbe stata molto più a suo agio se fossi stata una lesbica militante invece di una suora! Così, quando mi rivelai a lei, mi disse: “Dimmi qualcosa che non so”. Le dissi di aver baciato una ragazza. Non lo sapeva.

Ho avuto difficoltà ad uscire allo scoperto la prima volta. Mi sono seduta nella mia macchina, prendendola alla lontana, ho incominciato a parlare con una vecchia collega (e lesbica) finché piansi e le dissi: “Sono omosessuale”. Mi chiese se era una difficoltà e io, ovviamente le dissi di sì. Mi raccomandò di trovarmi una persona che mi seguisse. Ne trovai finalmente una nel centro per gay, lesbiche, bisex e trans (GLBT) locale.

Vado ancora a messa perché essere cattolica è una parte di ciò che io sono. Ho tentato di stare fuori dalla Chiesa, ma sono diventata molto depressa e isolata. La Chiesa, per me, è una casa e stranamente a molte delle persone a cui mi sono rivelata non importa che io sia lesbica purché sia felice.

Sono d’accordo con quanti dicono che “una persona è intelligente e ragionevole. La gente è irrazionale e stupida”

 

Testo originale: Elisabeth

A scuola di tolleranza. Un progetto didattico per le scuole per combattere l’Omofobia

scuolaProgetto didattico realizzato dall’Human Rights Resource Center (University of Minnesota) edito da Amnesty International USA e da Lesbian and Straight Education Network (GLSEN) nel  2000, liberamente tradotto da Erica

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Questo progetto si basa sull’ascolto e la discussione in classe, prima gli studenti ascoltano quello che concerne le difficoltà che vivono gli  adolescenti che combattono contro l’omofobia o leggono le testimonianze di studenti gay o etero e di insegnanti su quello che riguarda l’omofobia.
Storie che  mostrano come l’omofobia contribuisca a creare un clima di ostilità nella scuola e nella società che fa diventare l’adolescenza un periodo particolarmente duro da attraversare.
Si conclude l’attività con una discussione tra studenti e insegnanti su che cosa dovrebbe essere fatto per rendere le scuole meno ostili ai giovani gay e alle lesbiche.

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Visto da Lei. Il corpo delle donne

Riflessioni di Damy del gruppo Kairos di Firenze
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Il Corpo delle Donne è il titolo di un documentario che è stato fatto sull’uso delle donne in tv. E’ una selezione di immagini televisive che raccontano come oggi viene mortificata l’immagine della donna,dove lo scorrere del tempo viene annullato grazie alla chirurgia estetica .
La tv è un un potente ed utile mezzo di comunicazione, ci intrattiene e ci informa ma ora, soprattutto in questo tempo, non è rispettoso delle differenze e degli interessi collettivi. L’obbiettivo di questo documentario è l’interrogarci  di tutto questo senza rimanere silenti su ciò che accade.

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Il Corpo delle Donne (2009) di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi, Cesare Cantù con Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi

Le reazioni alla decisione della chiesa luterana di Svezia di celebrare i matrimoni omosessuali

matrimonio gayArticolo tratto da The Local, giornale svedese in lingua inglese, del 22 Ottobre 2009, liberamente tradotto da Pina

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Il Sinodo della Chiesa Luterana di Svezia si è schierato a favore dei matrimoni religiosi per gli omosessuali, nel corso del voto che si è tenuto giovedì mattina.
La decisione, basata su una proposta formulata dal consiglio governativo della chiesa, indica che la Chiesa di Svezia celebrerà cerimonie nuziali per coppie eterosessuali ed omosessuali.
La proposta è stata approvata da 176, dei 249 membri votanti, e giunge appena tre giorni dopo il 30° anniversario da quando, in Svezia, si smise di considerare l’omosessualità come una malattia.

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Viola di Mare. Una storia d’amore senza tempo

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Viola di mare è la storia d’amore di due giovani donne, Angela e Sara, cresciute nel medesimo microcosmo arcaico, ma suggestivo e di superba bellezza.

L’intreccio del film prende spunto da un fatto realmente accaduto, nella seconda metà dell’’800, in una delle isole della Sicilia. Una storia trasformata in leggenda dal vocio popolare e dallo scorrere del tempo e riportata alla realtà dalla sapienza narrativa del cinema, di quel “buon” cinema capace di universalizzare il dato storico per arrivare al cuore dello spettatore e della spettatrice veicolando una magica modernità.

Così la vicenda di Angela e Sara, il loro amore, il coraggio della verità, la sete di giustizia diventano la storia di ogni essere umano di ieri e di oggi.
A rendere possibile questa alchimia ha contribuito forse la singolare sinergia operativa del film, quasi interamente al femminile, forse la bellezza del paesaggio, la bravura degli attori, ma più di tutto, di certo, una produzione tenace e coraggiosa.
Viola di mare parla d’amore, di quell’amore intenso e urgente che è proprio della giovane età, ma anche di chi sfida i codici sociali.

Il film racconta anche di sopraffazioni, ingiustizie sociali e dei “millenari” soprusi patiti dalle donne, tutto quello contro cui la protagonista, Angela, oppone una irriducibile resistenza. Così come è irriducibile il suo “attacco”, ora furioso ora romantico, nei confronti di Sara che non si arresterà fino a quando l’una cederà alla passione dell’altra.

Tra le due si istaura un patto temerario, quasi avessero ritrovato l’energia delle origini dell’umana natura, le molteplici pulsioni dell’animo umano sopite dai codici della sociale convivenza. E se tutto ciò contro cui deve lottare richiederà un prezzo, Angela si dispone a pagarlo.

Accetta  una metamorfosi esteriore, si travestirà da uomo senza mai rinunciare, nell’intimo, alla sua identità di donna.
Nel film i diversi tempi della passione , il tempo della scoperta, quello della gioia, della felicità e del dolore si intrecciano con i tempi della natura che, con i suoi ritmi, ora luminosa e quieta ora furiosa, fa da contrappasso allo snodarsi della storia.

Il cerchio narrativo si chiude con un esito imprevisto, forse doloroso, che però vale a ricomporre l’identità della protagonista e a conferire significato alto alla legge del desiderio, l’unica per la quale, come Angela ci fa intendere, valga la pena di pagare un prezzo.

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Viola di Mare è un film di Donatella Maiorca, liberamente tratto dal romanzo MINCHIA DI RE di Giacomo Pilati (edito da Mursia Editore) con Valeria Solarino, Isabella Ragonese e Ennio Fantastichini, colonna sonora originale di Gianna Nannini, anno 2009

Voglio essere lesbica e cattolica, senza sensi di colpa, senza riserve!

donna1 Testimonianza di Mary Margaret tratta da Catholic lesbians, liberamente tradotta da Silvia Lanzi
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Sono dichiarata e non (come su un’altalena) da circa 10 anni, ma finalmente mi sono davvero dichiarata un anno fa abbondante. Ho 47 anni, e non sento la necessità di mentire ancora su chi sono. Sono divorziata e ho un figlio adolescente.

La mia relazione con la chiesa cattolica è stata traballante, per molte ragioni, la principale e quella che riguarda la mia alienazione rispetto alla stessa fede. Sono nata cattolica. Voglio diventare un membro pienamente consapevole della comunità ecclesiastica e così ho deciso di cercare altre lesbiche cattoliche, invece di andare in altre chiese più liberali come la Metropolitan Community Churches ( MCC), l’Unitaria ecc., ho capito che il rapporto tra la Chiesa cattolica e gli omosessuali non è semplicissimo.

Voglio saperne di più, trovare il mio posto e approfondire la comprensione di ciò che significa essere lesbica ed essere cattolica, senza sensi di colpa, senza riserve!

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Testo originale: Mary Margaret

Scrivere con gli occhi. Luchino Visconti, regista, gay e credente

personaggioTesto di Lavinia Capogna (Al mio amore S.) 
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Il cinema è l’arte più recente, ha cent’anni e tra gli anni Venti e gli anni Settanta ha conosciuto la sua epoca d’oro. 
Di grande importanza fu il cinema italiano che fu l’arte che dal 1945 riscattò i melensi film del fascismo e mostrò la vera Italia, le macerie, le ferite fisiche e morali ma anche le speranze e i progetti.

Questo nuovo modo di fare cinema, ispirato anche dal Realismo francese di fine anni Venti e Trenta di registi come Jean Vigo e Jean Renoir, ebbe tra i suoi grandi un cineasta di grande talento che già a 36 anni, nel 1942 anticipò il Neorealismo italiano con "Ossessione".

Il film era la storia di un amore proibito:quello tra un vagabondo che era il bel Massimo Girotti e una donna sposata, Clara Calamai, femme fatale nei film di regime,ma qui una povera casalinga annoiata.

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Il movimento gay e lesbo italiano e la politica del carciofo

riflessioniRiflessioni di Rosa Salamone del gruppo Varco-Refo di Milano

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Qualche anno fa’ si diceva: è la politica del carciofo. Cominci con il chiedere sempre di meno, finirai con l’ottenere nulla. Proprio come un carciofo viene privato delle sue foglie per mangiarne il cuore tenero.
I matrimoni no, troppo radicale. Adozioni, neppure parlarne. Un pacs annacquato è il massimo che si possa pretendere. Caduto il governo di sinistra, forse una leggina sull’omofobia, sognare piena uguaglianza è irrealistico.
Un errore che, devo dire, non mi pare tipico solo delle organizzazioni gay, ma di certa sinistra italiana abituata ormai a pretendere pochissimo dalla politica con i risultati miserabili che abbiamo davanti ai nostri occhi ogni giorno: caccia ai clandestini, classe media sempre più povera, donne controllate, omosessuali randellati e uccisi.
In queste ore di sconcerto dopo la bocciatura della legge contro l’omofobia, mi duole ammetterlo: ci ho pensato spesso a quel termine più che alla Binetti, la quale a mio modo di vedere rischia di fare la fine del capro espiatorio. E a ragione, direbbe qualcuno.

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