Lesbica e cristiana. Il Pride che mi ha ricordato che ‘Gesù ci ama!’

infoTestimonianza tratta da sisterfriends-together.org del  26 giugno 2008, liberamente tradotta da Anna C.

Domenica prossima ci sarà il Gay Pride a San Francisco (Stati Uniti).  D. e io ci siamo andate un paio di volte in passato, è una cosa che cerchiamo di evitare in questa fase delle nostre vite.
Forse altre 51enni si divertono a stare sotto il sole accecante per cinque ore con una marea di spettatori mentre la parata sfila a passo di lumaca, nascoste solo da tre lunghe file di persone, ma io non mi divertirei molto.

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Sono una lesbica credente! Per me è ora di uscire allo scoperto per aiutare la mia chiesa ad accogliermi

infoLettera di Rachel* tratta da sisterfriends-together.org del 31 marzo 2009, liberamente tradotta da Anna

Ho deciso che è ora di uscire allo scoperto. Non c’è un modo semplice per dire alle persone che ami che gli stai nascondendo qualcosa, quindi spero che capirete che ho dovuto procedere senza di voi.
Sono lesbica. Lo so da circa sei anni, e pian piano lo sto dicendo a pochi amici da quando avevo 18 anni.

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‘Dio vuole l’amore, non lo giudica’ ecco perché la Chiesa valdese di Trapani e Marsala ha benedetto una coppia omosessuale

infoTesto del Consiglio di Chiesa valdese di Trapani e Marsala pubblicato su Riforma del 4 giugno 2010

In data 7 aprile 2010, presso i locali di culto della chiesa valdese di Trapani e Marsala, ha avuto luogo la prima celebrazione di una benedizione omosessuale in una chiesa protestante italiana: ne diamo notizia soltanto adesso poiché abbiamo inteso rispettare la riservatezza richiestaci in merito dalla coppia nonché dalla sua chiesa di appartenenza, che hanno congiuntamente ritenuto di voler prima discutere della questione nell’ambito del proprio Sinodo.

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Sono prostrata ma non doma. Ecco perché veglierò in preghiera con tutti Voi

infoRiflessioni di Lavinia Capogna, volontaria del progetto Gionata

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Anch’io vorrei partecipare alla veglia contro l’omofobia. La parola partecipare potrebbe sembrare inesatta perché ho una rara malattia invalidante, la sindrome da stanchezza cronica (cfs), che da circa due anni mi impedisce,tra l’altro,di tornare a rivedere la mia città Roma.
Anche se in solitudine sarò spiritualmente ed emotivamente vicina a tutte le lesbiche, i gay, gli etero che in chiese, piazze, associazioni, case pregheranno contro l’omofobia.

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Luisa, 83 anni e lesbica. Vi racconto la persecuzione degli omosessuali durante la dittatura franchista

infoArticolo tratto da inforgay.com dell’11 aprile 2010, liberamente tradotto da Eliana
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Luisa Salmeron ha 83 anni ed ha vissuto in prima persona la paura di riconoscersi lesbica durante il franchismo*.
Ora può dirlo perché, secondo lei, "la società ha subito una rivoluzione di 180 gradi", ed è convinta che quelli che ancora puntano il dito contro gli omosessuali sono persone "senza cultura".

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In cerca di una spiritualità omosessuale

infoRiflessioni di Carlos Osma* tratto da Lupa Protestante, revista cristiana de teología y opinión (Spagna) del 28 settembre 2009, liberamente tradotte da Pina
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Esiste la spiritualità omosessuale? O detto in altro modo: noi omosessuali viviamo una spiritualità diversa da quella degli eterosessuali?
Alcune persone sostengono di sì: così come esiste una spiritualità femminile diversa da quella maschile, ne esiste una omosessuale contrapposta a quella eterosessuale.
Diverse sono le ragioni alle quali si ricorre, ad esempio il fatto che la spiritualità sia qualcosa di così intimo da vivere, perciò, in modo diverso, secondo le caratteristiche personali. Soprattutto quando queste caratteristiche si trasformano in un segno di identità rilevante all’interno della società.
Certamente, le nostre particolarità ed esperienze ci segnano al momento di vivere la fede; tuttavia, da protestanti non possiamo ignorare l’importanza determinante che la Bibbia ha in tutto questo. Qui c’è la grande difficoltà, giacché il testo biblico è chiaramente eteronormativo.

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La parabola del "Padre misericordioso" e l’abbraccio di Dio padre e madre

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Riflessioni di Anita tratte da NoemiForum del 20 gennaio 2010
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«Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.
Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla.
Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.
Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa» ( Lc 15, 12-25)

 

Ho sempre preferito chiamare questa parabola del "Padre misericordioso".
La mia attenzione si è sempre posta soprattutto sul padre, che lascia andare e non trattiene e che pure aspetta e aspetta e aspetta… il ritorno del figlio amato. E quando finalmente ritorna… che festa!

C’è un quadro di Rembrandt che raffigura la scena del ritorno con un dettaglio che adoro
Osserva bene le mani del padre: sono una mano d’uomo e una mano di donna. Sono il padre e la madre. E’ tutto l’amore possibile!

Certo il padre che accoglie e perdona mi tocca perché mi sono sentita più spesso colui che è accolto e perdonato, perciò il figlio minore.

Ma ho imparato una cosa nel frequentare la Parola: ci racconta Dio, ci parla di Lui, quello che Lui è e che Lui fa per noi… molte problematiche "religiose" nascono spesso dal leggere e interpretare la Scrittura volendoci cogliere cosa IO devo o non devo fare. Questo non lo escludo, ma preferisco la prima via.

Se vuoi approfondire, ti consiglio un libro: "L’abbraccio benedicente" di E. Nouwen, edizioni Queriniana. E’ una riflessione molto bella su questa parabola, attraverso la mediazione proprio del quadro di Rembrandt.

Quando lei ama lei. Il pastore valdese di Marsala benedice una coppia lesbica

newsArticolo di Miriam Di Peri tratto da Livesicilia del 10 aprile 2010

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Una sera come tante in un pub, parole dette sottovoce nell’incessante brusio di sottofondo. Tra una chiacchiera e l’altra, qualcuno sussurra, con un tono ancora più basso, quasi a voler sfidare l’attenzione e le capacità uditive dei propri interlocutori: “sapete che a Marsala qualche giorno fa si sono sposate due donne?”.

Attimo di silenzio, poi tantissima curiosità, centinaia di domande frullano tutte insieme nella testa. Ma non era vietato? Due donne? In Sicilia? In una Chiesa?
Ma soprattutto, come mai la notizia non si è saputa in giro? “No, le due donne hanno chiesto a tutti di mantenere il massimo riserbo – taglia corto l’unico del gruppo al corrente dei fatti – e così è stato”.

Va bene, le novelle spose hanno voluto proteggere la privacy del giorno più importante della loro vita. Giusto e legittimo. È così che ci mettiamo alla ricerca del ministro di Dio che ha celebrato le nozze. E la ricerca conduce ad Alessandro Esposito, pastore della comunità Valdese di Trapani e Marsala.

Anche a lui è stato chiesto di mantenere il riserbo sull’episodio. Allora proviamo a capire cosa è scattato nel cuore dell’uomo, e del pastore d’anime, per portarlo a celebrare una funzione così atipica.

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Religiose e lesbiche. Il silenzio oltre le mura del convento

info Riflessioni di B. tratte culturalesbiana del 10 aprile 2006, liberamente tradotte da Eliana
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L’esistenza di donne lesbiche all’interno dei conventi non è mai stata un segreto e poco a poco cresce il numero di religiose che abbandonano l’abito per vivere liberamente la propria sessualità.
Già nell’anno 423, sant’Agostino metteva in guardia una sua sorella suora: "L’amore che sentite le une per le altre non deve essere carnale, ma spirituale, e dunque quegli atti praticati da donne viziose, anche con altre donne, in luoghi deprecabili, non devono essere praticati né da donne sposate, né da giovani donne che stanno per sposarsi, e men che meno da vedove o vergini pure donatesi tramite un voto sacro come serve di Cristo".

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Il celibato. Un tesoro in vasi d’argilla che la Chiesa spesso non ha saputo custodire

infoRiflessioni di S. tratte da NoemiForum del 14 Aprile 2010
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Ci ho pensato un po’ e alla fine ho deciso di intervenire anch’io su questa questione. Chi mi conosce sa che non sono un’attivista, che a livello personale non sento come brucianti e urgenti alcune problematiche che, per altre donne e amiche, sono di primaria importanza, al punto da determinare scelte di fede significative e posizioni ecclesiali di una certa portata.
Di tutte queste persone io ho grande stima, ma mi si perdoni se per ora, per questa particolare stagione della mia vita, il mio impegno ecclesiale in merito è limitato e certamente la mia testimonianza cristiana ne risulta indebolita.
Le parole di Bertone e il dibattito che ne è nato però mi hanno fatto riflettere su una tematica su cui da tempo mi stavo interrogando, il legame tra omosessualità, pedofilia e celibato per il Regno.

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